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Itinerari Civitavecchia
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L’antico centro storico

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Un tuffo nella città medioevale e le sue storie. Un viaggio nel passato di una delle città più importanti dello stato pontificio.

Piazza Vittorio Emanuele; Piazza Leandra; La Chiesa della Vergine delle Grazie e della Stella; l’Archetto; Piazza S.Giovanni; La Chiesa della Orazione e Morte; L’Infermeria presidiaria; Via Antonio da San Gallo; Via XVI Settembre; Piazza Calamatta; La Rocca; Il Vecchio Ospedale; L’Archivio Storico; Corso Marconi; Piazza Vittorio Emanuele; La Cattedrale.

Salendo da Piazza Vittorio Emanuele, passando da via Piave si arriva a Piazza Leandra. Veramente suggestiva la più antica piazza della città, soprattutto di sera illuminata da antichi lampioni; con il suo nome ci ricorda la vecchia leggenda del marinaio Leandro, che dette “l’Ottimo Consiglio” (Lo stemma di Civitavecchia ricorda quel memorabile avvenimento con la quercia sul fondo azzurro e con le lettere O e C), per il quale la cittadinanza ritornò durante la seconda metà dell’800 da Leopoli a vivere nella Civita Vecchia. Al centro della piazza è possibile vedere la fontana medievale.

Il turista che visita questa piazza non può fare a meno di entrare nella Chiesa della Vergine delle Grazie e della Stella. Forse la più antica delle chiese Civitavecchiesi, è la sede della Arciconfraternita del Gonfalone, nata nel 1274 ad opera di San Bonaventura; vi sono custoditi i bei “Misteri” che sfilano durante la fascinosa Processione del Venerdì Santo e da questa chiesa partono durante questa stessa processione i penitenti in catene. Durante il secondo conflitto mondiale la chiesa fu gravemente danneggiata dai bombardamenti, che colpirono la città, distruggendo tra l’altro anche l’archivio con tutte le sue notizie storiche, preziosissime per tutta la città. La chiesa, oggi restaurata, ha riacquistato il suo antico gusto, è stata magnificamente affrescata  dal  pittore Ennio Galice.

Passando sotto l’antica porta medievale, bassa e profonda detta dell’Archetto, che ancora oggi conserva, sul lato monte, l’epigrafe dettata dal senatore Calisse nel 1889 in occasione del millenario di Civitavecchia e che ricorda la fuga dalla città dei pescatori verso le colline, dove poi fondarono nell’854 Leopoli (oggi Cencelle distante circa 12 Km) , si raggiunge piazza Aurelio Saffi (o come amano chiamarla i Civitavecchiesi, piazza San Giovanni), in cui è visibile un tratto delle antiche mura del IX secolo con una delle quattro torri principali poste ai quattro vertici del quadrilatero racchiudente la città primitiva. Di fronte all’Archetto vi è la sede diocesana della Caritas, un tempo Chiesa San Giovanni, da ciò il nome popolano della piazza, costruita nel 1653, interamente a sue spese, dall’illustre civitavecchiese Terenzio Collemodi fu sede dei Cavalieri di Malta, che vi risedettero, in quanto comandanti delle galere pontificie a Civitavecchia, fino al 1830. Nel XX secolo la chiesa fu molto trascurata, anche perché colpita dai numerosi e tragici bombardamenti del 1943 e in questi ultimi anni, sconsacrata, è divenuta sede della Caritas diocesani e di altre associazioni caritatevoli.

Accanto a questa ultima chiesa vi è la Chiesa dell’Orazione e Morte: bella costruzione a croce greca costruita nel 1685, arricchita da una elegante cupola ellittica, di affreschi, di un bell’organo ed intagli in stucco d’orato,è sede della Confraternita della Morte, che nel passato aveva il privilegio di liberare un galeotto nel giorno di Pasqua, tradizione ancora oggi ricordata durante la processione del Venerdì Santo.

Proseguendo in Via D’annunzio è possibile vedere sulla sinistra l’ Antico Ospedale di Civitavecchia (ora restaurato è la sede dell’Archivio Storico della città) e la antica Infermeria Presidiaria, costruita nel 1500 dai Cavalieri di Malta, per ospitare gli equipaggi delle galere e gli infermi del locale presidio militare e dopo l’allontanamento da Civitavecchia dei Cavalieri, primo nucleo degli edifici che composero il vecchio Ospedale, a cui era collegata attraverso il grazioso ponte ancora visibile sulla sinistra; ora restaurata, è di proprietà della città per attività culturali, manifestazioni teatrali e mostre.

Alla fine di via D’Annunzio, girando a sinistra ci troviamo in via Antonio da Sangallo, dove possiamo ammirare ciò che resta delle salde mura iniziate nel 1515 dal celebre architetto militare Antonio da Sangallo ultimate nel 1554 sotto il papa Giulio III.

Arrivati alla fine di via A. da Sangallo, girando sulla sinistra ci troviamo in via XVI Settembre (il nome ci ricorda la data del 1870, quando la cittadinanza si arrese all’assedio di Nino Bixio, che entrò in città da liberatore, volgendosi poi con i suoi uomini all’assedio e alla presa di Porta Pia a Roma che diventerà italiana il XX Settembre: possiamo quindi dire che Civitavecchia divenne italiana prima della stessa capitale!!), sulla destra possiamo ammirare ciò che resta della Vecchia Rocca e di una antica garitta. Purtroppo non ci è rimasto molto della nostra antica rocca dopo i furiosi bombardamenti del ‘43, che hanno portato tante morti e distruzioni, possiamo ricordare solamente che l’origine fu sicuramente medievale, era un quadrilatero robusto, a picco sul mare ed anche dal lato terra, pur se non aveva fossato, poteva “tener petto a qualsiasi attacco” ,come riferiscono testimoni del tempo, tanto che non riuscì ad espugnarla Braccio di Montone, né Nicolò Fortebraccio, allora famosi capitani di ventura, vi si rifugiò nel 1431 Cola di Rienzo, nel 1502 vi furono ospiti Alessandro VI ed il figlio Cesare Borgia; durante il 1500 vi fu costruito accanto il palazzo che poi divenne Camera Apostolica e infine Palazzo del Podestà in epoca fascista.

Sulla sinistra possiamo vedere Piazza Calamatta, un tempo bellissima piazza, ricca di giardini, dove amava passeggiare la gioventù civitavecchiese, ora è ben restaurata e illuminata, vi si affaccia il Vecchio Ospedale, che restaurato ospita l’archivio storico e notarile della città.
Continuando su Corso Marconi, strada dove è possibile passeggiare sotto i portici anche nel giornate meno belle, ricca di eleganti negozi, si raggiunge Piazza Vittorio Emanuele detta anche Piazza della Cattedrale, ampia, a picco sul porto, da dove spiccano le moli del Forte Michelangelo e delle belle e fascinose navi da crociera. Sulla sinistra possiamo ammirare la cattedrale barocca dedicata a San Francesco d’Assisi, costruita sulla precedente piccola chiesa di proprietà dei Frati francescani nel 1769 da Clemente XIV, che affidò i lavori all’architetto, allora rinomato, Francesco Navona.

La chiesa ancor oggi si distingue per la sua sobria eleganza: la facciata, decorata con colonne di ordine ionico, che la rendono ricca e preziosa, è ornata dalle due grandi statue di San Francesco d’Assisi e di San Antonio da Padova, mentre una ampia e comoda gradinata a ventaglio si stende ad accogliere i fedeli, in maniera tale che la piazza resta dominata dalla chiesa stessa. L’interno è ugualmente lineare, essenziale ed elegante: una sola navata, arricchita dal un ampio arco trionfale, dal quale si entra nell’altare principale dove è possibile ammirare due grandi colonne, distaccate dal muro dell’abside, che sostengono un bellissimo timpano in marmo su cui siedono le statue della Giustizia e della Speranza; all’interno dell’altare stesso domina un grande affresco di Antonio Nessi rappresentate San Francesco sulla Verna; inoltre di notevole interesse vi è una Natività di Nostro Signore, dipinto attribuito alla scuola del Dominichino del 1630. Durante il II conflitto mondiale, la chiesa resistette fortunosamente ai bombardamenti ed oggi si erge solenne e ben curata a fianco della moderna sede del Vescovado.



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