Tolfa
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Il nome Tolfa sembrerebbe derivare da "Tulphae", dalla radice tol- (sollevare), riferito alla sua posizione geografica o dal nome di un principe longobardo (Agilulfo o Ataulfo). L'industria dell'allume determinò un improvviso sviluppo della Tolfa che nel 1530 ebbe da Clemente VII gli statuti di comune autonomo e si allargò rapidamente oltre la cerchia muraria. |
Il complesso sorto vicino alle cave, a circa 4 chilometri dalla Tolfa, composto dallo stabilimento per la lavorazione dell'allume ("le allumiere") e da fabbricati costruiti per alloggiare gli operai, dette vita al paese di Allumiere. Nel 1799 la Tolfa, a seguito della rivolta contro la Repubblica romana fu saccheggiata e i resti della rocca furono ulteriormente danneggiati.
Le coltivazioni agricole prevalenti sono quelle dei cereali, degli ortaggi e della vite. L'economia si basa massiciamente sull'allevamento del bestiame: bovini maremmani e cavalli tolfetani;ma anche sull'estrazione del caolino e varie attività artigianali.In particolare a Tolfa si prodcule una particolare borsa detta "catana", nata nel 1575, ad opera di un tale "Mastro Stefano". Negli anni 70' la catana sbarca addirittura in America e negli anni 80' era in Italia la "borsa di Tolfa".
Tra le tradizioni più antiche che si sono tramandate nei secoli vi sono quelle religiose, essendo presenti a Tolfa , fin dal sec. XVI°, numerose Confraternite. Degne di particolare nota sono le Processioni del Venerdì Santo e quella di S.Antonio Abate, protettore degli animali, quindi il Patrono degli allevatori e dei contadini.
Si deve poi menzionare una fervida attività di poesia dialettale cui partecimano numerosi poeti a braccio anche di altre località.
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