I vini D.O.C. della Regione Lazio

Il vino a Roma veniva prodotto sia nella qualità rossa (vinum atrum), che nella qualità bianca (vinum candidum).
Già seimila anni fa, i Sumeri simboleggiavano con una foglia di vite l’esistenza umana e, sui bassorilievi assiri con scene di banchetto, sono rappresentati schiavi che attingono il vino da grandi crateri e lo servono ai commensali in coppe ricolme. I romani assumevano cibo in tre momenti della giornata. Al mattino consumavano una frugale colazione a base di pane e formaggio, preceduta da un bicchiere d'acqua (jentaculum). I medici sconsigliavano espressamente una colazione abbondante. A mezzogiorno consumavano un leggero pranzo con pane, carne fredda, frutta e vino, spesso in piedi (prandium). Il pasto principale, anzi il vero e proprio pasto dei romani, era la cena (coena), Si mangiava semisdraiati sul fianco, appoggiandosi sul braccio sinistro e attingendo col destro i cibi e il vino dalla tavola Plinio parla, solo per Roma, di ben ottanta qualità di vino! Tra i vini D.O.C. del Lazio oggi troviamo: Aprilia, Aleatico di Gradoli, Zagarolo, Orvieto, Frascati, Montecompatri, Velletri, Marino, Colonna, Cerveteri, Cesanese del Piglio, di Attile e di Olevano, Colli Albani, Colli Nuvini, Cori, Est!Est!Est! di Monte fiascone e infine il Bianco Capena.
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